Bloccare l'ex su whatsapp: è davvero la scelta migliore?
Comunicazione tra genitori e responsabilità genitoriale
Nel contesto dell’affidamento condiviso, la comunicazione tra genitori separati riveste un ruolo centrale essendo funzionale all’esercizio congiunto della responsabilità genitoriale.
La gestione della vita quotidiana del minore richiede un costante coordinamento tra i genitori nell’ambito del quale strumenti come WhatsApp rappresentano, oggi, uno dei principali canali comunicativi.
Il blocco dell’ex partner, pur comprensibile sul piano emotivo, può però assumere rilievo giuridico, incidendo negativamente sulla gestione condivisa della genitorialità.
L’interruzione della comunicazione come condotta ostativa
Il blocco dell’altro genitore su WhatsApp non può essere considerato un semplice gesto personale, ma può configurarsi come una condotta ostativa al corretto esercizio dell’affidamento condiviso.
Interrompere unilateralmente un canale di comunicazione diretto significa, infatti, incidere su aspetti essenziali della gestione genitoriale. In particolare:
- ostacola lo scambio tempestivo di informazioni importanti
- compromette la gestione delle urgenze (sanitarie, scolastiche, organizzative)
- rende più difficoltosa l’assunzione di decisioni condivise
In un contesto come quello odierno, in cui la comunicazione digitale è spesso il mezzo principale, se non esclusivo, di contatto tra genitori separati, la sua interruzione piò incidere concretamente sull’equilibrio dell’affidamento.
Quali sono le conseguenze giuridiche?
L’ordinamento prevede strumenti specifici per reagire a comportamenti che ostacolano l’attuazione dell’affidamento condiviso.
In particolare, l’art. 473-bis.39 c.p.c. attribuisce al giudice il potere di intervenire in presenza di gravi inadempienze o di atti che arrechino pregiudizio al minore o ostacolino il corretto svolgimento delle modalità di affidamento.
In tali casi, il giudice può adottare diversi provvedimenti, tra cui:
- l’ammonimento del genitore inadempiente
- la condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria
- il risarcimento del danno in favore dell’altro genitore o del minore
Si tratta di strumenti, valutati caso per caso, che mirano non solo a sanzionare la condotta ma anche e soprattutto a ripristinare un corretto equilibrio nell’interesse del figlio.
Si deve segnalare che nei casi più gravi o reiterati di condotte ostative, come ad esempio la chiusura dei canali comunicativi, tali comportamenti possono essere interpretati come indice di inidoneità alla gestione dell’affidamento condiviso.
La giurisprudenza ha più volte affermato che il modello condiviso può essere derogato quando uno dei genitori si dimostra non collaborativo, ostacola l’altro o compromette l’interesse del minore.
In tali ipotesi, il giudice può addirittura arrivare a disporre l’affidamento esclusivo in favore del genitore più idoneo al fine di garantire stabilità decisionale e tutela effettiva al minore.
Conflitto genitoriale e limiti giuridici
È importante sottolineare che la conflittualità tra genitori, anche se intensa, non giustifica l’interruzione della comunicazione.
Il sistema giuridico, infatti, mira a preservare il principio di bigenitorialità anche in presenza di rapporti difficili, imponendo ai genitori di distinguere il piano personale da quello genitoriale.
In questa prospettiva, il diritto del minore a mantenere un rapporto con entrambi i genitori prevale sulle dinamiche conflittuali tra gli adulti, che non possono tradursi in comportamenti pregiudizievoli.
Strumenti alternativi
In alternativa a comportamenti di chiusura, l’ordinamento prevede strumenti più adeguati:
- piano genitoriale
- mediazione familiare
- coordinazione genitoriale
- supporto dei servizi sociali
Tali strumenti consentono di gestire il conflitto senza interrompere la comunicazione.
Dunque, è davvero una buona idea bloccare l’altro genitore su whatsapp?
Bloccare l’ex su WhatsApp espone a rischi giuridici rilevanti.
Si tratta di una condotta che può essere considerata ostativa alla genitorialità condivisa e, nei casi più gravi, incidere sull’affidamento.
Nel diritto di famiglia, la comunicazione tra genitori non è una scelta ma un dovere finalizzato alla tutela del superiore interesse del minore.
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