AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

Puoi scegliere oggi chi si prenderà cura di te domani?

L’amministrazione di sostegno è uno strumento pensato per aiutare le persone che, anche solo temporaneamente o in parte, non riescono più a gestire autonomamente i propri interessi.

La legge consente però di fare una scelta in anticipo: quando si è ancora pienamente capaci di decidere, è possibile indicare la persona che si vorrebbe come futuro amministratore di sostegno.

È una possibilità importante perché permette di affidare questo compito a una persona di propria fiducia, senza lasciare che la scelta dipenda esclusivamente dalle circostanze del momento.

Come si può indicare la persona scelta?

La designazione deve rispettare precise formalità.

Può essere fatta:

  • con atto pubblico, davanti a un notaio;
  • con scrittura privata autenticata, sottoscritta dall’interessato e autenticata da un notaio.

Non è quindi sufficiente un semplice documento scritto a mano.

Queste formalità servono a garantire l’autenticità della scelta e la consapevolezza della persona che la compie.

Il giudice deve nominare necessariamente la persona scelta?

Non sempre, ma la scelta deve essere seriamente considerata.

Il giudice tutelare deve partire dalla volontà espressa dalla persona quando era ancora capace di decidere.

Può però scegliere un amministratore diverso quando esistono gravi motivi che rendono il soggetto indicato non adatto alla situazione concreta.

La designazione anticipata, quindi, è molto importante, ma non garantisce in modo assoluto che quella persona venga poi nominata.

Quando il giudice può scegliere una persona diversa?

Nel corso degli anni la situazione familiare e personale può cambiare.

Può accadere, ad esempio, che la persona indicata non sia più quella che si occupa concretamente del beneficiario o che siano cambiate le relazioni di fiducia.

Il giudice può quindi valutare elementi come:

  • chi svolge concretamente il ruolo di caregiver;
  • chi si occupa della gestione degli interessi della persona;
  • eventuali procure o autorizzazioni date ad altri soggetti;
  • le indicazioni di medici, assistenti e familiari;
  • il rapporto di fiducia esistente al momento dell’apertura della procedura.

Questi elementi possono assumere particolare importanza quando è passato molto tempo dalla designazione.

Un esempio

Immaginiamo che una persona abbia indicato, dieci anni prima, un fratello come futuro amministratore di sostegno.

Nel frattempo, il fratello si è trasferito lontano e il coniuge ha iniziato a occuparsi quotidianamente della persona e dei suoi interessi.

In una situazione del genere, il giudice potrebbe ritenere che la scelta originaria non rispecchi più la situazione attuale e, se ricorrono i presupposti, nominare una persona diversa.

Il giudice deve ascoltare il beneficiario?

Sì, ma occorre fare una precisazione importante.

L’amministrazione di sostegno non significa necessariamente che la persona sia completamente incapace di esprimere la propria volontà. Anche chi non è più in grado di gestire autonomamente i propri interessi può, infatti, essere capace di comunicare desideri, preferenze e persone di fiducia.

Per questo, prima della nomina, il giudice tutelare deve, quando possibile, ascoltare personalmente la persona interessata, tenendo conto delle sue condizioni.

E se la persona non può parlare?

Se, ad esempio, la persona si trova in coma e non può esprimere la propria volontà, non sarà naturalmente possibile effettuare un colloquio personale nel senso ordinario.

In questi casi assumono particolare importanza le volontà espresse dalla persona quando era ancora capace, compresa l’eventuale designazione anticipata dell’amministratore di sostegno.

La volontà precedentemente espressa costituisce quindi un importante punto di riferimento per il giudice, ma può essere superata quando esistano gravi motivi che rendano la persona indicata non adeguata alla situazione concreta.

Si può cambiare idea?

Sì.

La designazione può essere revocata in qualsiasi momento, rispettando le stesse formalità previste per la sua costituzione.

Se nel corso degli anni cambiano i rapporti personali o le proprie preferenze, è quindi possibile modificare la scelta precedente.

Perché è utile aggiornare la propria scelta?

Una designazione fatta molti anni prima potrebbe non rappresentare più la situazione reale.

Per questo può essere utile rivedere periodicamente la propria scelta, soprattutto quando cambiano le relazioni familiari, le persone di fiducia o le condizioni personali.

Una designazione aggiornata permette di lasciare al giudice un’indicazione più chiara sulla volontà della persona e può ridurre le incertezze nel momento in cui dovesse essere aperta una procedura di amministrazione di sostegno.

In sintesi

Scegliere in anticipo il proprio amministratore di sostegno significa esprimere oggi una volontà che potrà essere importante domani.

La scelta non vincola il giudice in modo assoluto, ma rappresenta un punto di riferimento fondamentale e può essere superata solo quando esistano concrete ragioni per ritenere che la persona indicata non sia più adatta.

Per questo è importante non solo fare la designazione, ma anche mantenerla aggiornata nel tempo, così che continui a rappresentare la propria volontà e le proprie relazioni di fiducia.

Se hai bisogno di una consulenza online o nel mio studio a Fano, contattami per fissare un apputamento!

Torna in alto